Quando ti ritrovi al nord a un Festival di Poesia

Quando ti ritrovi al nord a un Festival di Poesia

Ai Festival di Poesia ci vanno solo i poeti e gli amici dei poeti.

Sono incontri per pochi intimi.

Si sta tutti insieme seduti ad ascoltare i poeti che leggono le poesie, anche se non le sanno leggere, anche se – a volte – sono noiosi. Nessuno, però, ha il coraggio di dirlo.

Se siete fortunati, a un certo punto, arriverà una attrice a risollevare le sorti, ricordando a tutti che la parola scritta è diversa dalla parola detta.

(Sia santificato il Piccolo Teatro di Milano!)

I giovani poeti vanno al Festival per la poesia e per le giovani poetesse.

Le giovani poetesse vanno al Festival per la poesia e per i giovani poeti.

Le giovani poetesse sono tutte molto carine ed estremamente sveglie. Neanche una bruttina o un po’ asociale. Tutte piacenti.

Il “vecchio” poeta dice al giovane: “sei ancora un po’ acerbo, ma crescerai”. Poi lo ammonisce: “un libro all’anno è troppo, devi scrivere meno!”.

Il “vecchio” poeta presenta con slancio una poetessa che per le sue opere si ispira alla poetica del “dammi tre parole: sole, cuore e amore”. Giovane promessa del verso.

E poi si legge ancora e ancora e ancora. Ecco che arriva la poeta/poetessa delle mutande, degli alberghi e degli amplessi.

Applausi. I maschi si ringalluzziscono.

Un giovane poeta sembra prossimo a voler essere traghettato da Caronte. “Solo se ti avvicini alla morte puoi sapere cos’è la poesia”, mi dice in un ristorante davanti ad una piadina. E intanto sullo schermo scorrono le immagini di un coltissimo film di Jerry Calà. Libidine. Doppia libidine.

E poi c’è il momento dell’amore. I giovani poeti e le giovani poetesse cercano l’amore, vogliono amare. Loro amano, amano, amano. Si riempiono la bocca con parole delle quali ancora non conoscono pienamente il significato.

L’amore lo cercano il pomeriggio in un posto appartato, la sera in un bar o in un angolo di una strada, in una macchina, in un albergo. Poi si prendono per mano, si abbracciano, camminano per le strade come se fosse amore da sempre. Come se l’amore fosse una conquista passeggera o una ammaliante sirena che stuzzica e scappa. Si dimenticano di tutto e di tutti pur di poter vivere per un attimo quell’amore che non è amore.

“Le donne sono tutte uguali, tutte uguali, tutte uguali”, ripetono i giovani poeti.

“Tranne le presenti, sia chiaro.”

 

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